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Quando si usa l’aspiratore nasale? I consigli del pediatra!

Pubblicato il 24/09/2019
Quando si usa l’aspiratore nasale? I consigli del pediatra!

Nei primissimi anni di vita per i bambini può essere difficile respirare. Il nasino si chiude, per raffreddori e piccoli malesseri, e liberarlo spesso è un problema. In tutti questi casi ha un ruolo fondamentale l’aspirazione, che sin dai primi mesi di vita, può essere utilizzata, purché sia fatta in modo blando e non energico. “Ci sono diversi sistemi meccanici a disposizione – spiega Mattia Doria, pediatra di famiglia nella Asl numero 3 “Serenissima” del Veneto – oltre a strumenti elettrici e aspiratori a pompetta, sui quali però non si dosa bene la pressione e con i quali magari si rischia di lesionare le mucose delle vie nasali”. Secondo il pediatra se c’è necessità di rimuovere le secrezioni nasali l’ideale è affidarsi a prodotti specifici, che favoriscono una blanda aspirazione e magari offrono la possibilità di fare sia il lavaggio nasale sia l’aspirazione. “Uno strumento del genere agevola entrambe le necessità – insiste lo specialista – e per esperienza posso dire che l’abbinamento di queste due attività, nei primi due anni di vita, può risultare efficace”.

Aspiratore nasale per neonati: le controindicazioni

Come per ogni apparecchio medico anche l’aspiratore nasale ha delle controindicazioni o meglio dei rischi legati più all’uso incauto che allo strumento in sè.

Siamo davanti ad uno dei metodi di disostruzione nasale più antichi e naturali del mondo, che per l’uso ha bisogno solo di una spruzzata di Soluzione Fisiologica, usata per ammorbidire il muco, e nient’altro.

D’altra parte occorre tenere conto della fragilità e delle emozioni del bambino. L’oggetto estraneo da infilare nel nasino non viene sempre accettato di buon grado: il neonato generalmente prova molto fastidio e lo rifiuta. Ecco perchè occorre tranquillizzarlo, prepararlo e magari trasformare il procedimento in un divertente gioco. L’importante è non trasformare l’aspiratore in uno strumento di tortura.

La seconda precauzione da avere è quello di esercitare una pressione eccessiva sul naso e far fuoriuscire del sangue dal naso a causa di rottura di capillari e piccoli tagli. In questo caso il bambino può spaventarsi perciò consigliamo di rimandare il lavaggio e tranquillizzare il piccolo. La pressione deve essere veramente minima perchè è fragile e delicato e può ferirsi facilmente.

 

L’importanza di avere un nasino pulito

Prima dell’aspirazione, infatti, rimane fondamentale compiere il lavaggio nasale, perché il bimbo non sa pulirsi il naso da solo e quindi tocca al genitore aiutarlo per evitare che si verifichino situazioni spiacevoli, dalla tosse alle apnee notturne, fino alla difficoltà a mangiare e prendere sonno. “Anche nella bronchiolite l’aspirazione nasale e la pulizia hanno efficacia in termini di sollievo per il bambino” conferma il dottor Doria.

I dubbi dei neogenitori

Molto spesso, però, i neo genitori non sanno come procedere a lavaggio e aspirazione nasale del loro piccolo, così minuto e fragile.

Qualche consiglio pratico

La modalità più classica per il lavaggio nasale è quella di utilizzare fialettine monodose, in modo da poter irrorare  la soluzione fisiologica direttamente nel nasino, riuscendo così ad agire in modo graduale senza creare danni. Che si scelga questa o altre modalità, comunque, ci sono due aspetti di cui tenere conto per lavaggio e aspirazione. “Anzitutto la fisiologica va intiepidita (mettendola sotto il getto d’acqua calda per un minuto o due), perché in questo modo il bambino quasi non si accorge del suo passaggio nel naso, mentre a temperatura ambiente risulta fredda e perciò fastidiosa – suggerisce l’esperto. Anche la posizione del piccolo conta. Se il bimbo è sotto l’anno di vita va steso sul fasciatoio e la testa va girata da un lato, irrigando la narice superiore. Quando il lavaggio è compiuto correttamente, la fisiologica esce dall’altra narice. Poi si gira testa da altra parte e si adotta la stessa procedura”. Il lavaggio nasale e l’aspirazione si possono fare da due a più volte al giorno, finché ce n’è la necessità, in particolare prima delle poppate e dei pasti e prima del sonno. Respirando al meglio, diventa più facile affrontare i momenti delicati.

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