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CORONAVIRUS: Che differenza c’è tra il tampone e test sierologici?

Pubblicato il 20/10/2020
CORONAVIRUS: Che differenza c’è tra il tampone e test sierologici?

Sono ormai oltre 1 milione di persone infettate dal virus e circa 70mila morti in tutto il mondo, il virus Sars-Cov-2 sta dimostrando la sua grande capacità di diffondersi negli umani e la sua grande pericolosità nel causare una sindrome complessa e clinicamente difficile da affrontare. In poco tempo la scienza ha acquisito informazioni straordinarie sulla natura del virus, sulla sua biologia e sulle sue caratteristiche patogenetiche. Sappiamo come il virus sia fatto, quali informazioni genetiche contenga, come si inserisca nelle cellule umane e soprattutto come si riproduca nel nostro corpo. Il virus ha trovato un modo ingegnoso di entrare nelle nostre cellule: lo fa attraverso una “porta” presente su tutte le nostre cellule, una porta che si chiama ACE 2 e che normalmente fa un altro lavoro, ovvero aiutarci a difenderci dai danni dell’ossidazione e dell’infiammazione. È per questo motivo che durante l’infezione si attivano fenomeni infiammatori e ossidativi che danneggiano le nostre cellule.

La rapida diffusione dell'epidemia di COVID-19, ha richiesto l'impiego di test rapidi per diagnosticare l'infezione. Il tampone faringeo o naso-faringeo e i test sierologici.

Il tampone faringeo o naso faringeo è un esame rapido sia per gli adulti che per i bambini, serve per diagnosticare la presenza del virus nell'organismo e quindi a scoprire se c'è un'infezione in corso. Viene effettuato tramite un bastoncino con una sorta di “cotton fioc” alla sua estremità. Il bastoncino viene quindi inserito, nella bocca (tampone faringeo) e/o nel naso (tampone naso-faringeo) pratica usata se il soggetto è un bambino.

Il test è semplice, ma non può essere fatto da chiunque, deve essere eseguito da personale addestrato e protetto da mascherina, guanti, occhiali e camice monouso. Ciò è fondamentale perché il tampone viene fatto, nella maggior parte dei casi, a bambini o adulti che hanno sintomi.
Il test sierologico per il nuovo Coronavirus si esegue sul sangue che viene raccolto con un normale prelievo, oppure attraverso una goccia di sangue ottenuta dal polpastrello di un dito della mano (test sierologici rapidi).
Quando positivo, il test sierologico dimostra la presenza nel siero (fase liquida del sangue) del paziente di alcuni anticorpi:

- Se gli anticorpi IgM sono positivi l'infezione recente;
- Se gli anticorpi  IgM sono negativi e gli anticorpi IgG sono positivi l'infezione c'è stata ma è passata.

Tuttavia, il test sierologico non indica necessariamente se una persona è protetta (quindi se gli anticorpi sono veramente neutralizzanti), per quanto tempo la persona sarà protetta (se per tutta la vita, per anni o per mesi) e se è guarita.
Un test sierologico negativo può avere vari significati:

- La persona non è stata infettata dal virus SARS-CoV-2;
- La persona è stata infettata molto recentemente (meno di 8-10 giorni prima) e non ha ancora sviluppato gli anticorpi contro il virus;
- È stata infettata ma il titolo di anticorpi che ha sviluppato è, al momento dell'esecuzione del test, al di sotto del livello di rilevazione del test.

È importante sottolineare che i test sierologici non sostituiscono il test fatto sul tampone (test molecolare). Solamente il risultato del tampone naso-faringeo dimostra la presenza o meno di materiale genetico virale, dando quindi la conferma dell'infezione in corso.
Il Ministero della Salute, in caso di positività ai test sierologici, raccomanda sempre effettuare il tampone.